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La situazione dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania è praticamente tragica. Durante i lavori dell’Assemblea dei lavoratori tenutasi martedi 13 ottobre 2026, i lavoratori hanno dato mandato a NurSind di proclamare lo stato di agitazione e di comunicarlo al Prefetto per il dovuto tentativo di conciliazione. Di certo l’ospedale di Vallo della Lucania sta vivendo la sua stagione più nera e NurSind non rimarrà con le mani in mano.
L’ASL Salerno ha emanato una direttiva con la quale impone l’individuazione di “posti letto virtuali” nelle varie unità di degenza, al fine di decongestionare le presenze nei pronto soccorso. La cosa potrebbe aiutare i Pronto Soccorso, ma mette seriamente a rischio i pazienti, in primis, ed in secondo luogo gli operatori dei reparti che si troverebbero a gestire pazienti, anche in barella, in sovrannumero rispetto alle dotazioni di personale di per sè rimaneggiate, NurSind ha chiesto l’immediata attivazione di un tavolo tecnico sulla questione che, se no aperto entro 10 giorni, porterà a conseguenze istituzionali di alto livello.
Ancora una volta gli operatori sanitari sono al centro di denigrazione pubblica a mezzo social. Questa volta è toccato agli infermieri ed agli oss del PO di Eboli rei, a dire dei soliti leoni da tastiera, di aver abbandonato un paziente in dimissione con il solo camice indosso. NurSind chiede all’ASL Salerno di verificare con solerzia quanto avvenuto e diramare una smentita a tutela dei lavoratori.
Ultimamente, in ASL Salerno, stiamo assistendo a derive comportamentali da parte della dirigenza strategica in netta contrapposizione con i regolamenti che la parte sindacale e la parte datoriale si sono dati. La trasparenza e le pari opportunità che ne derivano, evidentemente, non sono gradite a qualcuno che continua imperterrito ad arrogarsi funzioni che non gli competono. A tal fine NurSind, chiede il rispetto dei regolamenti vigenti ed invita ogni direttore di UOC ad occuparsi delle proprie competenze senza invadere il campo altrui.
L’AOU Ruggi ha inviato, in un ottica di trasparenza non ancora riscontrata in ASL Salerno, il report sul consumato per lavoro straordinario al 30 giugno 2026, da cui emergono alcune criticità che NurSind ha puntualmente rilevato e contestato. Appare chiaro che il ricorso al lavoro straordinario rappresenti una crisi del sistema a cui vanno apportate immediatamente delle migliorie.
NurSind chiede l’immediata erogazione dell’indennità di Pronto Soccorso per i lavoratori dell’azienda AOU Ruggi, recepita con verbale dell’8 luglio 2026 dalla Regione Campania, chiedendo di non subordinarla all’individuazione di altro personale previsto dall’accordo richiamato.
La sicurezza delle cure è un obbligo di Legge a cui le aziende sanitarie si devono attenere, e senza scaricare responsabilità sugli infermieri che, come sempre, vengono utilizzati come tutto fare. Ognuno ha le sue competenze e le sue responsabilità. NurSind chiede un incontro urgente alla Direzione del PO di Nocera sulla problematica delle ostetriche in malattia.
CORSO DI FORMAZIONE “L’ULTIMO TURNO” ORGANIZZATO DA NURSIND A EBOLI IL 01 OTTOBRE 2026
La solitudine nei turni di guardia, il peso sostenuto di carichi di lavoro sempre più gravosi e la costante sensazione di dover fare sempre di più con sempre meno risorse non sono gli ingredienti di un copione drammatico, ma lo specchio fedele della quotidianità vissuta dagli infermieri negli ospedali italiani.
Partendo proprio da questo profondo senso di isolamento che accomuna chi lavora in prima linea, Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, e Giovanni Aspromonte, referente del comparto formazione della stessa sigla sindacale, hanno ideato una giornata di studio e confronto che ha trasformato la visione del film “L’ultimo turno” in un’occasione di riscatto e crescita collettiva. L’evento formativo, svolto presso il Cilento Outlet di Eboli e accreditato con nove virgola nove crediti Ecm grazie alla collaborazione tra Nursind Salerno e Pegaso Lavoro, ha raccolto un’ampia platea di infermieri, infermieri pediatrici ed operatori della sanità.
L’intento della giornata è stato connettere la finzione cinematografica con le criticità reali del servizio sanitario nazionale, stimolando una riflessione profonda sull’etica dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro nei reparti. I lavori hanno preso il via nella mattinata con un’introduzione dedicata al valore della narrazione come strumento d’analisi per la professione, per poi entrare nel vivo con la proiezione integrale del lungometraggio. Le scene del film hanno fatto da cassa di risonanza ai problemi di tutti i giorni: la carenza organica di personale, i ritmi usuranti e la fatica di garantire standard elevati di cura senza intaccare la sicurezza dei pazienti e la salute degli stessi operatori.
Al centro del dibattito sono finiti il rischio di burnout, la perdita di attrattività della professione tra i giovani, ma anche le prospettive di valorizzazione delle competenze avanzate e il ruolo fondamentale che l’infermiere deve giocare nei nuovi modelli di assistenza territoriale. La giornata si è conclusa con una partecipata tavola rotonda che ha visto i professionisti scambiarsi esperienze, idee e possibili soluzioni. L’incontro ha ribadito come solo la condivisione e l’azione comune possano rompere la solitudine dei reparti e porre le basi per un futuro della professione più giusto ed efficiente.
«Attraverso il linguaggio del cinema abbiamo voluto dare forma e voce a un disagio che i nostri professionisti vivono ogni giorno nel silenzio delle corsie», hanno dichiarato Tomasco e Aspromonte. «Parlare di carichi di lavoro, carenza di organico e rischio burnout non è una rivendicazione di parte, ma una battaglia di civiltà: proteggere la salute e la dignità degli infermieri significa difendere direttamente la sicurezza dei pazienti e la tenuta dell’intero sistema sanitario regionale e nazionale».


















