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CORSO DI FORMAZIONE “L’ULTIMO TURNO” ORGANIZZATO DA NURSIND A EBOLI IL 01 OTTOBRE 2026
La solitudine nei turni di guardia, il peso sostenuto di carichi di lavoro sempre più gravosi e la costante sensazione di dover fare sempre di più con sempre meno risorse non sono gli ingredienti di un copione drammatico, ma lo specchio fedele della quotidianità vissuta dagli infermieri negli ospedali italiani.
Partendo proprio da questo profondo senso di isolamento che accomuna chi lavora in prima linea, Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno, e Giovanni Aspromonte, referente del comparto formazione della stessa sigla sindacale, hanno ideato una giornata di studio e confronto che ha trasformato la visione del film “L’ultimo turno” in un’occasione di riscatto e crescita collettiva. L’evento formativo, svolto presso il Cilento Outlet di Eboli e accreditato con nove virgola nove crediti Ecm grazie alla collaborazione tra Nursind Salerno e Pegaso Lavoro, ha raccolto un’ampia platea di infermieri, infermieri pediatrici ed operatori della sanità.
L’intento della giornata è stato connettere la finzione cinematografica con le criticità reali del servizio sanitario nazionale, stimolando una riflessione profonda sull’etica dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro nei reparti. I lavori hanno preso il via nella mattinata con un’introduzione dedicata al valore della narrazione come strumento d’analisi per la professione, per poi entrare nel vivo con la proiezione integrale del lungometraggio. Le scene del film hanno fatto da cassa di risonanza ai problemi di tutti i giorni: la carenza organica di personale, i ritmi usuranti e la fatica di garantire standard elevati di cura senza intaccare la sicurezza dei pazienti e la salute degli stessi operatori.
Al centro del dibattito sono finiti il rischio di burnout, la perdita di attrattività della professione tra i giovani, ma anche le prospettive di valorizzazione delle competenze avanzate e il ruolo fondamentale che l’infermiere deve giocare nei nuovi modelli di assistenza territoriale. La giornata si è conclusa con una partecipata tavola rotonda che ha visto i professionisti scambiarsi esperienze, idee e possibili soluzioni. L’incontro ha ribadito come solo la condivisione e l’azione comune possano rompere la solitudine dei reparti e porre le basi per un futuro della professione più giusto ed efficiente.
«Attraverso il linguaggio del cinema abbiamo voluto dare forma e voce a un disagio che i nostri professionisti vivono ogni giorno nel silenzio delle corsie», hanno dichiarato Tomasco e Aspromonte. «Parlare di carichi di lavoro, carenza di organico e rischio burnout non è una rivendicazione di parte, ma una battaglia di civiltà: proteggere la salute e la dignità degli infermieri significa difendere direttamente la sicurezza dei pazienti e la tenuta dell’intero sistema sanitario regionale e nazionale».













L’ASL SALERNO ha prodotto alle OO.SS. un regolamento a tutela del WISTEBLOWING. NurSind, dopo attenta lettura, ha prodotto le sue osservazioni che, si spera, verranno adottate dall’azienda nel principio della correttezza e della trasparenza.
A domanda rispondo. Una regola di buonaeducazione che se evasa rappresenta un tratto di scostumatività non indifferente. NurSind ha chiesto all’ASL Salerno chiarimenti circa il partnerariato pubblico privato e per tutta risposta ha ricevuto un assordante silenzio. A questo punto abbiamo interessato della questione l’ANAC e la Corte dei Conti della Campania. Vedremo come andrà a finire …
LA SICUREZZA DELLE PARTORIENTI PRIMA DI TUTTO
PUNTO NASCITA DI SAPRI
NURSIND: «LA SENTENZA NON CERTIFICA LA SICUREZZA DEI TRASFERIMENTI»
La sentenza del TAR Campania consente la chiusura del Punto nascita dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri, ma non certifica che il sistema alternativo di assistenza e trasferimento sia già concretamente in grado di garantire la sicurezza delle donne e dei neonati del Golfo di Policastro.
NurSind Salerno ritiene necessario distinguere la legittimità amministrativa della scelta regionale dalla responsabilità organizzativa che grava sulla Regione Campania e sull’ASL Salerno. La soppressione del servizio non può essere attuata senza aver prima dimostrato la piena operatività del trasporto materno assistito STAM, del trasporto neonatale d’emergenza STEN e dei presidi ospedalieri destinati a ricevere le pazienti.
La conformazione orogeografica del Golfo di Policastro, la distanza da Vallo della Lucania, l’assenza di un collegamento autostradale diretto, la tortuosità della viabilità, il rischio di frane e interruzioni e l’intenso traffico estivo possono allungare in modo imprevedibile i tempi di soccorso. Nelle emergenze ostetriche e neonatali, anche pochi minuti possono incidere sulla sopravvivenza e sul rischio di danni permanenti.
Una guardia ginecologica e ostetrica attiva 24 ore su 24 non rappresenta una garanzia sufficiente se non è accompagnata dalla disponibilità immediata di anestesista-rianimatore, pediatra o neonatologo, sala operatoria, équipe infermieristica, emoteca, laboratorio e apparecchiature per la stabilizzazione e la rianimazione neonatale.
Parto precipitoso, distacco di placenta, emorragia ostetrica, prolasso di funicolo, sofferenza fetale acuta e nascita prematura sono condizioni nelle quali il trasferimento può risultare troppo rischioso o addirittura impraticabile. Lo STEN, inoltre, non può essere sostituito da una normale ambulanza del 118: richiede personale specializzato, incubatrice, ventilatore neonatale e collegamento immediato con una Terapia intensiva neonatale.
Per queste ragioni NurSind Salerno chiede:
una moratoria sull’attuazione della chiusura;
la convocazione urgente di un tavolo con Regione, ASL, 118, direzioni ospedaliere, Comitato Percorso Nascita, sindaci e organizzazioni sindacali;
la misurazione dei tempi reali di soccorso e trasferimento da tutti i Comuni del Distretto sanitario 71;
l’attivazione h24 di STAM e STEN con mezzi ed équipe dedicate;
il mantenimento a Sapri di una capacità effettiva di stabilizzazione e trattamento delle emergenze non trasferibili;
il potenziamento preventivo del Punto nascita di Vallo della Lucania e delle Terapie intensive neonatali di riferimento;
una risorsa 118 aggiuntiva, per evitare che i trasferimenti lascino scoperto il territorio;
accordi interregionali con Basilicata e Calabria;
un piano specifico per frane, interruzioni stradali, traffico estivo e indisponibilità dei posti letto.
«NurSind non contrappone la prossimità alla sicurezza e non difende servizi privi degli standard necessari. Chiede però che la sicurezza sia valutata sull’intero percorso assistenziale e non soltanto sul numero dei parti effettuati a Sapri. Chiudere il Punto nascita senza una rete alternativa già operativa significherebbe sostituire il rischio collegato ai bassi volumi con un rischio ancora più grave: quello derivante da ritardi, trasporti prolungati e indisponibilità delle cure definitive».
NurSind Salerno chiede pertanto alla Regione Campania e all’ASL Salerno di rendere pubblici il cronoprogramma, i protocolli, gli organici, i mezzi disponibili e i tempi massimi di intervento. La salute delle donne e dei neonati del Golfo di Policastro non può essere affidata a soluzioni teoriche o a servizi non ancora verificati sul campo.








